Due che diventano uno

In questo periodo, il Brutalismo (o le sue versioni più o meno edulcorate, sconfinanti del Funzionaismo) sembra di moda in Portogallo; dopo la residenza, firmata da Pedro Domingos, che vi abbiamo presentato ieri, oggi parliamo di un headquarter, precisamente quello di Lisbona della Energia de Portugal.
In verità si tratta di brutalismo d’Oltreoceano per essere precisi, dato che la firma progettuale della struttura del nuovo quartier generale della multiutility portoghese è Cilena, precisamente dello studio Elemental (fondato dal premio Pritsker Alejandro Aravena) di Providencia.
Alla base del progetto una duplice esigenza: da una parte il rispetto di un Masterplan che richiedeva la continuità dello spazio pubblico dalle colline al fiume (direzione nord-sud), con conseguente divisione della massa dell'edificio in due volumi lineari; dall’altra, la necessità che l’edificio non avesse cesure funzionali fra le sue componenti doveva operare come un'unica entità, implicando che i due volumi lineari immaginati dovessero essere collegati in direzione est-ovest.
I progettisti di Elemental hanno risolto l’apparente paradosso, ‘piegando’ il terreno dello spazio pubblico con una leggera pendenza che rispettava la continuità collina-fiume per poi collegare i due volumi lineari sotto il punto più alto del terreno così modellato.
La pendenza artificiale ha assicurato ai progettisti l'opportunità di risolvere un altro problema del lotto che, posto in seconda fila della griglia urbana di Lisbona, non riusciva ad avere una vera continuità visiva verso il fiume.


L'edificio della EDP dall'altra parte della strada, anche se come massa generale rispettava la continuità nord-sud, a livello pedonale bloccava qualsiasi percezione del fiume. Problema risolto immaginando un nuovo volume, appoggiato sul pendio, a sbalzo verso il fiume, in modo da guadagnare un'altezza sufficiente per sporgersi sopra l'edificio adiacente, ottenendo una chiara visione del Tajo.
Di conseguenza, la piazza al centro del complesso è dedicata a un esclusivo utilizzo pubblico, scelta confermata dal fatto che l’accesso principale dell’headquarter non è sulla piazza, cementando l’impressione, come sottolineano gli architetti che: “un cittadino non senta che un'azienda ‘gli sta facendo il favore’ di usare uno spazio di qualità. Una persona che si trova nella piazza deve sentire che è suo diritto utilizzarla”.
Di conseguenza, l'accesso all'edificio si trova sul fronte sud, colloquiando con lo spazio della piazza, senza dominarlo. Sempre in quest’ottica, l'accesso al parcheggio pubblico è stato posto all'estremità nord dell'edificio, in modo che potesse servire il nucleo dell’isolato.
La Massa, nel progetto di Elemental, ha un ruolo fondamentale sia dal punto di vista della gestione dell’impronta ambientale dell’edificio sia dal punto di vista concettuale; la piazza pubblica al centro del lotto, ad esempio, è stata trattata come se fosse un monolite scolpito per garantire una massa termica sufficiente.
Allo stesso tempo, la Massa è stata gestita attentamente (e dobbiamo dire con un certo equilibrio) per ottenere una certa monumentalità civica del complesso. Sulle facciate perimetrali, invece, si è optato per scelte architettoniche pensate per rendere più accogliente il luogo di lavoro, con l’inserzione di un per una griglia piuttosto profonda di elementi lineari in grado di funzionare come brise-soleil con vetri incassati per evitare la radiazione solare diretta e di conseguenza l'effetto serra.