Un Campus come giardino aperto sulla città
La posa della prima pietra del nuovo padiglione didattico MO-53, che si inserisce nel Campus di Ingegneria ‘Enzo Ferrari’ di Unimore, è il primo atto di un processo costruttivo destinato a realizzare una struttura dalla capacità didattica di 1.100 studenti (su cinque aule) ed è stato progettato da Politecnica Building for Humans di Modena e da OBR Open Building Research di Milano.
L’investimento complessivo raggiunge i 10,1 milioni di euro, coperti da un interessante mix funzionale di fondi pubblici e privati (Ministero dell’Università e della Ricerca con 4,7 milioni di euro al progetto, Regione Emilia-Romagna con 4 milioni di euro e 800.000 euro da Confindustria Emilia).
Francesca Federzoni , Presidente Politecnica ha sottolineato, durante la cerimonia di inizio cantiere: "Per Politecnica è un orgoglio contribuire alla crescita di Unimore e di Modena, la nostra città, con un’opera che non rappresenta solo un nuovo spazio per la didattica, ma un luogo di ispirazione per chi lo vivrà da studente. Abbiamo messo la nostra expertise internazionale nella progettazione integrata a servizio del territorio modenese con il desiderio che questo padiglione possa diventare un luogo di apprendimento, capace di stimolare curiosità e innovazione nelle nuove generazioni”.


Il cuore del nuovo padiglione è l'atrio centrale a tutta altezza, illuminato naturalmente con luce zenitale. L'atrio è lo spazio comune per eccellenza, un luogo piacevole di incontro e di aggregazione. Il padiglione è strutturato su tre livelli, dove trovano posto aule e funzioni ausiliarie di supporto. Tutte le aule godono di luce naturale indiretta e hanno una vista sul parco circostante.
In cima all'edificio si trova un'ampia sala comune, uno spazio dove studiare e incontrarsi, che si estende naturalmente all'esterno sulla grande terrazza panoramica, un belvedere aperto a tutti.
La facciata esterna è caratterizzata da un sistema di brise-soleil verticali in alluminio che filtrano la luce solare diretta, offrendo una vista sulla vibrante vita collettiva dell'università.
Nella sequenza di spazi esterni e interni, dalla piazza coperta e dall'atrio centrale alla terrazza belvedere, passando per le scale intersecate che favoriscono l'incontro tra gli studenti, prende vita la visione di un ambiente universitario comunitario, in cui la soglia tra il campus e la città si dissolve.
In questo senso, di dinamicità formale e relazionale allo stesso tempo, tra gli elementi distintivi del progetto rientrano le logge esterne, concepite come spazi di connessione tra interno ed esterno e studiate per favorire la socialità tra studenti. Un percorso ascensionale collega idealmente la piazza coperta all’ampia terrazza superiore, con una sequenza di ambienti che accompagna lo sviluppo delle attività didattiche e di studio in una progressione sempre più aperta verso l’ambiente esterno.