- INFO POINT
- Di Ernesto Logatto
- Dove: Catania
- Stato: Cantiere
Catania-Ragusa: così la Sicilia riduce il gap infrastrutturale
Reti di trasportoLa Sicilia è, oggi, probabilmente, una delle Regioni Europee in cui si concentra (e sarà cosi anche nei prossimi tre-cinque anni) il più alto livello di investimenti per il miglioramento del gap infrastrutturale di un territorio che, pur ospitando quasi cinque milioni di cittadini italiani, sconta ancora un ritardo importante in numerosi settori.
Indipendente dalla diatriba tra fautori del Ponte sullo stretto e contrari, sono in corso opere fondamentali sia dal punto di vista della dotazione della rete ferroviaria sia da quello della modernizzazione dei porti che, infine, dal punto di vista del miglioramento della rete viaria (senza contare gli importanti piani per la realizzazione di strutture di produzione di energie rinnovabili).
In questo quadro generale, sono di particolare importanza quelle opere destinate a migliorare la dotazione di infrastrutture viarie e ferroviarie delle zone dell’entroterra siciliano, una sfida fondamentale per dare spinta a quei territori in cui il gap infrastrutturale è massimo.
Tra queste, un’opera fondamentale per la Sicilia Centro Orientale, è l’adeguamento dei tracciati delle S.S. 514 (di Chiaromonte) e S.S.194 (Ragusana) che collegano Catania a Ragusa, non solo per la valenza del tracciato, ma anche per la riorganizzazione di tutti gli assi viari interni collaterali che si diramano nell’entroterra.
Il progetto
L’intervento consentirà la realizzazione di una strada a carreggiate separate (ognuna di 3,7 metri di larghezza) con due corsie per senso di marcia, su una piattaforma con sezione trasversale di 22 metri; un importante miglioramento rispetto alla rete esistente, che oggi ha tassi di incidentalità che si collocano tra i più alti in Italia (con una contestuale riduzione dei tempi di percorrenza per le merci e i passeggeri).
Su invito del concessionario Komatsu della Sicilia Orientale, Maugeri Macchine , abbiamo visitato i cantieri del lotto 4 della nuova infrastruttura, dove è impegnata la società Consortile Ragusana, che vede tra gli attori la Cosedil azienda siciliana, fondata dal geometra Andrea Vecchio, che compie proprio in questi giorni i 60 anni di attività e che è guidata dalla seconda generazione di imprenditori, i figli Gaetano e Silvia. Fortemente radicata sul territorio siciliano, oggi opera in tutto il territorio italiano, con un fatturato di oltre 100 milioni di euro.
Una infrastruttura, tanti livelli di complessità
Incontriamo al campo base della Ragusana, l’ing. Massimo Enei, project manager del Lotto IV, che ci accompagnerà sui cantieri della tratta: “L’opera che vediamo oggi è particolarmente importante per la Sicilia; si tratta dell’esecuzione di una strada statale con caratteristiche autostradali che ha l’obiettivo di migliorare le dotazioni infrastrutturali della odierna strada statale che collega Catania a Ragusa”.
“L’intervento è stato suddiviso da Anas in quattro macrolotti, assegnati a soggetti diversi e di cui noi siamo stati incaricati del Lotto 4, come Ragusana, società consortile, composta da Cosedil e D’Agostino, per realizzare un tracciato di circa 20 km. Assieme a Ragusana, opera sul lotto anche Fincantieri Infrastructure, che segue la parte in acciaio dei viadotti e dei ponti che insistono sul tracciato”.
Prosegue Enei: "Su questo lotto incidono numerose opere d’arte: due gallerie, un viadotto di dimensioni importanti (il viadotto San Leonardo), due viadotti di minori dimensioni, un ponte a unica campata di 50 metri che attraversa il fiume buonafede, oltre a una serie di manufatti di minore entità (sottovia stradali, tombini e attraversamenti idralulici). Il lavoro sostanzialmente si sviluppa sul tracciato dell’attuale strada statale per circa il 50% dell’intervento, mentre il restante va in variante, in corrispondenza del centro di Lentini e di quello di Francofonte (lasciando i segmenti di strade statali esistenti con ruolo di tangenziali interne per i due paesi)”.
“Sul tracciato è prevista la realizzazione di tre svincoli, il nuovo svincolo di Lentini che consentirà di migliorare sensibilmente, con due grandi rotatorie, i flussi di accesso ai centri di Lentini e Carlentini, a cui verrà abbinato anche un nuovo svincolo in prossimità dell’ospedale del centro abitato che servirà anche la zona artigianale".
"A Francofonte verranno costruiti poi due semisvincoli (collegati dall’attuale strada statale che diventerà una bretella di collegamento), alle due testate della nuova galleria, il primo in ingresso e uscita verso Catania, il secondo da e verso Ragusa”.
“La galleria a doppia canna è realizzata con scavo in naturale e misura circa 730 metri, a cui si aggiungono due tratti in artificiale di 50 metri l’uno agli imbocchi. Lo scavo per circa il 70% del tracciato si svolgerà in terreno argilloso (quindi in tradizionale con escavatori al fronte), anche il getto delle strutture è tradizionale, con arco rovescio, getto piedritti e calotte con cassero in acciaio”.
“Complessivamente dovremo realizzare 1,6 milioni di metri cubi di rilevato, per un totale di circa 2,2 milioni di metri cubi di materiale da movimentare. L’ottica è quella di massimizzare il riutilizzo del materiale in situ, sia per un fattore di riduzione di impatto ambientale complessivo dell’intervento sia per il fatto che le cave nella zona sono sotto pressione per le molte opere in corso di realizzazione in Sicilia”.
Sottolinea Enei: “In quest’ottica prevediamo di riutilizzare il 30% del totale del materiale tal quale e un ulteriore 30% previa apposita stabilizzazione a calce, come d’altra parte stabilito dal PUT (Piano Utilizzo Terre). Per quello che riguarda la stabilizzazione, subappaltata a un’azienda specializzata, siamo riusciti a qualificare anche argille quasi pure, grazie a un progetto specifico redatto con il contributo dell’Università di Palermo (che utilizza il 2% di calce per stabilizzare argilla, con umidità che arriva fino al 35%), che anche sulla base dei risultati di un campo prova appositamente allestito, è stato approvato e vidimato da ANAS”.
Enei ne è convinto: “Una delle difficoltà maggiori sul nostro lotto è che attraversa un’area fortemente urbanizzata a cui si aggiunge un’agricoltura intensiva e di qualità (tarocco di Francofonte e Lentini); questo comporta la presenza di una serie molto varia di infrastrutture particolarmente dense, a partire da quelle relative ai vari consorzi agricoli per l’irrigazione, fino alle condotte del gas, agli elettrodotti e agli acquedotti”.
“Interferenze queste che generano problematiche di coordinamento con i vari Enti che gestiscono queste reti e i cui interventi messi in campo per risolverle, generano sicuramente una serie di impatti sulla programmazione stessa del cantiere. A questo si aggiunge la situazione degli espropri di pubblica utilità verso i privati, per cui ci sono porzioni del tracciato in cui l'effettivo accesso alle aree sta ancora avvenendo; in definitiva il primo anno di lavoro è stato speso per risolvere essenzialmente queste problematiche (anche il reperimento di cave che possano accogliere le terre scavate non è stato un problema da poco) e nel 2025 noi immaginiamo effettivamente di riuscire a programmare di più, riuscendo a raddoppiare la produzione annua”.
“Dal punto di vista logistico, il cantiere sarà gestito da due campi base, il principale con una mensa da 200 pasti e un secondo, nel Comune di Francofonte, che ospiterà i dormitori con 96 posti letto, soprattuto per i turnisti che lavorano in galleria. A questi si aggiunge un impianto di calcestruzzo necessario per le forniture sull’intero lotto”.
Conclude Enei: “Importanti investimenti hanno poi riguardato il parco macchine, dato che ANAS è particolarmente esigente da questo punto di vista: tutti i nostri mezzi in cantiere sono Stage V (per i mezzi da cantiere) o Euro 6 (nel caso di camion o mezzi di trasporto persone); tra l’altro abbiamo in cantiere un escavatore ibrido e altri sono in arrivo".
Ma non si tratta solo di sottostare a un requisito contrattuale, questa è una scelta strategica aziendale: avere un parco macchine aggiornato significa innanzitutto aumentare la sicurezza in cantiere e pariteticamente ridurre l’impronta ambientale e, infine, avere una maggiore efficienza produttiva.
Meccanizzazione e tecnologia per l'efficienza di cantiere
Enei poi introduce il rapporto con i fornitori e in particolare con Maugeri Macchine: “Con Maugeri Macchine, Cosedil ha un ottimo rapporto da anni; su questo cantiere, sia che si tratti di macchine di proprietà diretta di Cosedil sia della Ragusana, lavorano sette escavatori cingolati e un dozer Komatsu (che è entrato in flotta solo da poche settimane), a cui si aggiungono due sollevatori telescopici Manitou, ovviamente tutti acquistati dal Concessionario di Motta Sant’Anastasia”.
Prosegue Enei: “Le macchine Komatsu, inoltre, si integrano perfettamente con i sistemi GPS 3d per il controllo del cantiere che ormai utilizziamo come standard in cantieri di questo tipo (per la stesa degli stabilizzati, per la stesa delle sottofondazioni e degli asfalti, ma anche per l’assistenza allo scavo) dato che ci garantiscono una più elevata produttività, una migliore precisione e, di fatto, eliminano gli errori di lavorazione.”
“Alla Maugeri Macchine demandiamo anche la manutenzione ordinaria e straordinaria dei mezzi che acquistiamo da loro; sul cantiere abbiamo un Ufficio mezzi che registra i consumi di gasolio e le ore lavorate e si interfaccia con i fornitori sulla base di contratti di manutenzione programmata”.
“Per noi è essenziale che i fornitori come Maugeri Macchine siano in grado di garantirci il massimo livello tecnologico disponibile nelle macchine che ci consegnano e, contemporaneamente, un livello di servizio di assistenza di alto, se non altissimo profilo. La nostra programmazione su cantieri come questo è, infatti, particolarmente sfidante e, quindi, abbiamo bisogno di una collaborazione proattiva da parte di tutti i fornitori per poter raggiungere i risultati di produzione che abbiamo programmato”.
E Maugeri Macchine, da entrambi i punti di vista, è stata sempre più che professionale e competente.